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Di italiani che parlano l'acholi, la lingua della regione di Gulu, ve ne sono ben pochi.
Ma di italiani che sanno contemporaneamente il dialetto milanese e l'acholi se ne conosce solo uno, P. Edo, in Uganda dal 1971, abbastanza per imparare la lingua locale ma non troppo per dimenticare il meneghino, grazie anche ai frequenti viaggi in Italia.
Qui vediamo P. Edo in azione, mentre celebra Messa in un edificio scolastico in Uganda; sullo sfondo nella lavagna si vede un segno "italiano"; il pubblico è prevalentemente locale, anche se non mancano alcuni europei.
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Gli spostamenti da una parrocchia all'altra richiedono jeep molto robuste, in strade piene di buche, dove spesso ci si impantana, soprattutto durante la stagione delle piogge.
Anche fare benzina è spesso un problema (soprattutto se c'è crisi in Kenya, visto che arriva dal porto di Mombasa) e non si trovano tanti distributori, soprattutto nei punti più sperduti e meno trafficati. Nella foto qui sotto, si intravede l'occhio vigile di P. Edo ad un distributore, lungo la scassatissima strada tra Kampala e Gulu, circa 350 km che si fanno in almeno 7-8 ore, se si è abili a fare slalom tra le buche.
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Le Ss. Messe sono sempre molto frequentate - forse più che in Italia - e hanno una funzione importantissima nel promuovere Fede e Speranza presso gli Acholi, ai quali il messaggio cristiano va inviato in modo semplice e adatto alla loro cultura. Come in tutte le giovani chiese (anche se i primi missionari cattolici sono arrivati in Uganda nel 1879), non mancano entusiasmo e curiosità da parte dei nuovi adepti.
L'impegno anche sociale della Chiesa Cattolica è molto apprezzato dalla comunità locale, anche per la perseveranza dei sacerdoti cattolici in momenti difficili, sempre a sostegno senza riserve della popolazione locale.
Con il Tuo aiuto, puoi agevolare l'opera dei sacerdoti cattolici nella diocesi di Gulu
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Ogni tanto vi sono anche cerimonie solenni; qui vediamo il vescovo ausiliario di Gulu, mons, Sabino Odoki, che celebra un battesimo di "massa" a qualche decina di piccoli acholi. La cerimonia è semplice, priva di traduzione simultanea e a noi incomprensibile, tranne i bellissimi canti africani. L'acqua viene portata con una tanica e se ne fa uso copioso nei battesimi, anche per dare un segno tangibile del Sacramento.
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