La "pancia a pentola" dei bambini del Nord Uganda:
il Kwashiorkor

Amici di Gulu
O.N.L.U.S.
Corso Lodi, 36
20135 Milano
Tel.+390254120526
amicidigulu@enter.it


Scrivi a Padre Edo!
emorlin@tin.it

Scrivi agli amici di Gulu!
amicidigulu@enter.it

 




* La sindrome medica nota internazionalmente come kwashiorkor, molto diffusa nell'Africa subsahariana e anche nel nord Uganda, soprattutto nei campi profughi, definita nella letteratura medica tradizionale italiana come marasma infantile è un tipo di malnutrizione che si ritiene comunemente come causata dall'insufficiente apporto di proteine .

Di solito colpisce bambini in età tra 1 e 4 anni , anche se si presenta in bambini di età più avanzata e negli adulti. Compare spesso con la fine precoce dell'allattamento .

Quando un neonato viene allattato al seno, riceve tutti gli amminoacidi essenziali per la crescita. Dopo lo svezzamento del bambino, la dieta che rimpiazza il latte è spesso troppo ricca di fibra alimentare e carboidrati, ed è deficiente in proteine (come spesso avviene in molti luoghi del mondo dove la principale fonte alimentare consiste di vegetali ricchi di fibra, oppure anche peggio, in luoghi dove colpisce la carestia), il bambino può sviluppare una sindrome che corrisponde in misura variabile al kwashiorkor.

Il nome deriva da una delle lingue africane della costa del Ghana e significa "uno che è stato spiazzato fisicamente", nome che riflette lo sviluppo della condizione nel bambino più anziano che è stato svezzato dal latte materno.

I sintomi del kwashiorkor includono un addome gonfio noto come "pancia a pentola", una decolorazione rossiccia dei capelli e la depigmentazione della pelle. Inoltre le vittime del kwashiorkor hanno problemi a produrre anticorpi (che sono proteine del sangue, in specifico gammaglobuline) in seguito alla vaccinazione contro molte malattie, che include la difterite e la febbre tifoide. Generalmente, la malattia deve essere trattata con la somministrazione di energia dal cibo e di proteine ricche in amminoacidi nobili; nonostante questo, la mortalità può arrivare al 60% e le sequele della denutrizione possono avere un impatto a lungo termine sulla crescita fisica del bambino e nei casi più gravi, arrivare a compromettere lo sviluppo mentale del futuro adulto.

Esistono diverse spiegazioni per spiegare lo sviluppo del kwashiorkor, e l'argomento rimane ancora controverso. La deficienza di proteine, associata al deficit di energia (ATP) e di micronutrienti, è sicuramente importante ma pare che non sia il fattore chiave. La condizione sembra piuttosto dovuta alla deficienza di alcuni tra diversi tipi di nutrienti (ad.es. ferro, acido folico, iodio, selenio, vitamina C), in particolare quei nutrienti con capacità antiossidante. Inoltre se un bimbo che presenta una carenza di nutrienti o anti-ossidanti viene esposto a qualsiasi tipo di stress (ad.es. un'infezione o tossina) sarà più probabile che egli sviluppi il kwashiorkor.

L'ignoranza degli effetti fisici della manutrizione, e la mancata conoscenza dei cardini della nutrizione può essere una causa. I genitori che alimentano il loro figlio con farina di manioca, spesso non riescono a capire i sintomi di denutrizione a causa dell'edema provocato dalla sindrome ed insistono sul fatto che il bambino è ben nutrito nonostante la mancanza di proteine nobili nella dieta.

Un importante fattore nella genesi dello kwashiorkor è l'avvelenamento da aflatossina , una micotossina che viene prodotta dai muffe e funghi e può essere ingerita con molti cibi in polvere che tendono ad ammuffire.

Il kwashiorkor si manifesta principalmente in climi umidi caldi che umidificano le polveri del mais o altri grani tritati, propiziando la crescita di muffe.

Nei climi secchi, desertici e semi-desertici il marasma è la forma più frequente di malattia associata alla malnutrizione. Questo ha importanti implicazioni nel trattamento dei pazienti: le proteine fornite dovrebbero essere della qualità e nella quantità giusta. Nella sindrome epato-portale l'eccesso di metaboliti tossici ( ammoniemia ), può portare a disturbi come sonnolenza e può sopraffare il fegato, portando ad insufficienza epatica, con rischio di coma epatico, uremia e morte. Per questo la dieta deve essere equilibrata.

Nei campi profughi del Nord Uganda, che sono ancora diffusi particolarmente nell'area intorno a Gulu, non è possibile replicare integralmente la tradizionale vita dei villaggi e l'ammassamento anche di decine di migliaia di persone in singoli campi non consente ai profughi di coltivare la terra, peraltro molto fertile, e di pianificare una vita normale. Il tutto acuisce problemi e malattie, come AIDS, malaria e kwashiorkor e a farne le spese sono soprattutto i più piccoli e indifesi, spesso orfani.

L'associazione sostiene con un supporto economico a microprogetti e copertura costi logistici, organizzativi e di trasporto l'Arcidiocesi di Gulu e i suoi continui e capillari interventi anche nelle aree più sperdute.

In questa foto, il vescovo ausiliario di Gulu, Mons. Sabino Odoki pompa acqua da un pozzo del campo profughi di Pabo, a Nord di Gulu, lungo la strada che porta al Sudan.

*Fonti – testo tratto da http://it.wikipedia.org/wiki/Kwashiorkor e adattato con alcune informazioni specifiche e con foto sul Nord Uganda